Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Moncalieri
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwiaMoncalieri (mwiqMoncalé in mwigpiemontese, mwiwMons Calerius o anche mwjaMons Calerii in mwjqlatino) è un mwjgcomune italiano di mwjw55 479 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlacittà metropolitana di Torino, in mwlqPiemonte, mwlgconurbato nell'mwlwarea metropolitana di Torino.

È considerato un comune d'interesse storico-culturale, sia per la presenza del mwmqCastello mwmgsabaudo, sia per l'antico appellativo di "mwmwCittà del Proclama", dal nome del celebre mwnadocumento che fu episodio del mwnqRisorgimento italiano.

Contents

Storia
Simboli
Ricerca
Scuole
Musei
Teatri
Strade
Sport
Calcio
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Geografia fisica

Il comune abbraccia un vasto territorio posto a sud-est di mwoqTorino, ricalcando, per certi aspetti geografici, quello del capoluogo. Infatti, esso si distingue sia da una parte collinare che da una parte pianeggiante e fluviale, quest'ultima attraversata dal fiume mwogPo nella sua parte centrale e meridionale. Il territorio quindi, si suddivide essenzialmente in tre parti:

• una zona medio-alta collinare, ricca di boschi e vegetazione, il cui punto più alto (716 mwpqm s.l.m.) lambisce il "Faro della Vittoria", posto nel mwpgParco della Rimembranza, sul colle della Maddalena, e comprende anche la sottostante frazione distaccata di mwpwRevigliasco.
• una zona medio-bassa collinare, comprendente il centro (o borgo antico), la zona dell'Ospedale Santa Croce e la zona del mwqqCastello reale collocato, appunto, a mezza collina.
• una zona fluviale-pianeggiante, costituita a nord da un tratto di destra idrografica del mwqwfiume Po (il punto più basso, 220 mwram s.l.m.), ovvero il tratto meridionale del mwrqParco del Po Torinese-Corso Moncalieri, più un tratto di sinistra idrografica del suddetto mwrgfiume, ovvero Corso Trieste-Area Attrezzata "Le Vallere" del mwrwParco del Po Torinese, dove il mwsatorrente Sangone confluisce nel mwsqfiume Po (confine con mwsgTorino). Un'altra area fluviale si estende ancora più a sud, nell'area detta del mwswMolinello, dove in regione mwtaFreylia-Mezzi il mwtqtorrente Chisola confluisce nel mwtgPo. Sempre a sud, rispetto al borgo antico, in territorio pianeggiante, vi sono altre numerose zone distaccate di Moncalieri: tra le più importanti, il Borgo Mercato, mwtwBorgata Testona, mwuaBorgo San Pietro, Santa Maria, Pecenasco, Barauda, mwuqTagliaferro, Moriondo e la zona industriale-commerciale verso mwugTrofarello (zone borgate mwuwRossi, mwvaMarsé, mwvqCeresole, mwvgPecenasco, Via Postiglione).

Il centro abitato è attraversato dal 45º mwwaparallelo, la linea equidistante fra il mwwqPolo nord e l'mwwgEquatore.

Clima e osservatorio meteorologico

Moncalieri segue il clima di mwxqTorino, tipicamente temperato a carattere sub-continentale. Una citazione a parte merita lo storico osservatorio meteorologico della torretta del Real collegio Carlo Alberto, situato presso il borgo antico. Venne istituito nel 1859 da padre mwxwFrancesco Denza, illustre meteorologo. In degrado dal secondo dopoguerra, fu ristrutturato negli mwyaanni novanta grazie al contributo del meteorologo italiano mwyqLuca Mercalli con l'aiuto della mwygCompagnia di San Paolo, e fornisce ancora importanti dati meteorologici sulla mwywcittà metropolitana di Torino.

Conserva inoltre alcuni reperti storici, come la serie storica di temperature, rilevata fin dal 1859, molti strumenti meteorologici e astronomici del passato, fra cui un eliofanografo Campbell-Stokes, un barometro di Hicks, un termografo Richard. Recentemente è stato attrezzato di webcam, che guarda in direzione delle Alpi, di un anemometro moderno e di un rilevatore di radiazione solare incidente. Da ottobre 2008 è anche stato sostituito il vecchio pluviografo manuale con un pluviometro elettronico. Notevole anche la biblioteca storica presente all'interno dello studio dove si trovano libri di fisica dell'atmosfera e bollettini meteorologici risalenti all'Ottocento, scritti in lingua francese, tedesca, inglese e italiana.

Origini del nome

Ci sono molte ipotesi sull'origine del nome della città, la più probabile riconduce al suo nome latino, mwaaCalierus, ovvero "mwaqquaglia", da cui la tradizione popolare lo riconduce poi al mwagpiemontese mwawmon dle quaje, ovvero "monte delle quaglie", anche se è più probabile che, piuttosto che agli uccelli, sia riferito al nome di mwbaprediali, gli antenati degli attuali cognomi mwbqCagliero o mwbgQuaglia, ma anche delle antiche famiglie romane mwbwDe Caleris, mwcaScaleri o mwcqScaleriscite-ref-5[5]. Un'ulteriore opinione, ritiene che derivi da mwdgMonte dei Cavalieri, in quanto l'antico ponte su mwdwPo fu dei mweaCavalieri Templari prima e mweqGerosomiliani dopo. Altre ipotesi ancora, ricondurrebbero il nome all'espressione piemontese mwegmonta e cala (sali e scendi), per via dell'irregolare profilo collinare del luogo.

Storia

Quattro ponti sul Po

Il primo ponte sul mwggPo, fin dai tempi dell'mwgwAlto Medioevo, fu costruito in pietra, a sei arcate e sette piloni, di cui primi documenti si hanno nell'mwhaXI secolo, lasciato in custodia all'ordine dei mwhqCavalieri Templari, da cui il suo nome mwhgPonti dei Cavalieri. Quest'ultimi, lo cedettero nel mwhwXIV secolo ai mwiaCavalieri gerosolimitani, che dovettero ricostruirlo a causa di due esondazioni, quelle del 1425 e del 1454. La sua funzione principale fu di collegare lo stradone proveniente da mwiqGenova con quello di mwigFrancia, senza dover necessariamente entrare nel centro di mwiwTorino. Altre ricostruzioni del ponte, dovuti alle varie piene e alle modifiche dell'alveo del fiume, seguirono i secoli successivi, in particolare quella dell'anno 1700, quando fu allungato fin quasi a Porta Navina (zona di Borgo Navile, a sud del borgo antico). A causa di successive alluvioni, il ponte fu interamente ricostruito in muratura nel 1880; pochi decenni prima, un secondo ponte fu costruito più a sud, per permettere il passaggio della mwjaFerrovia Torino-Genova (1853).
Tuttavia, altre esondazioni rovinarono parzialmente sia il ponte ferroviario che quasi totalmente quello dei Templari, il quale crollò rovinosamente, provocando nove vittime, il 31 maggio 1939cite-ref-6[6].

Analisi approfondite in merito all'alveo fluviale portarono a costruire un nuovo ponte viario più sicuro, ovvero quello attuale, a sole cinque ampie arcate, leggermente più a sud, collegando così l'attuale Corso Trieste. Nonostante la mwkwguerra in corso, i lavori del nuovo ponte dovettero procedere rapidi (1940-1941) per poter facilitare gli approvvigionamenti alla città. Per il ponte ferroviario invece, anch'esso pericolante, si attese la fine della guerra, sostituito provvisoriamente da un ponte in legno nel 1943-1946, in attesa della ricostruzione di quello attuale (1948). Per permettere un veloce collegamento alle autostrade fu quindi costruito un quarto viadotto e ponte più recente (1957-1972) posto più a sud, e che passa sia sopra all'area di Borgo Mercato e al fiume stesso.

Borgo antico

Da sempre posizione strategica per l'accesso meridionale di mwlgTorino, il primo borgo risale al mwlw1228, fondato da un gruppo di abitanti della più antica mwmaTestona, attuale frazione moncalierese, che cercarono riparo nella parte più alta del territorio, per sfuggire all'assalto dei mwmqchieresi. Il Conte mwmgTommaso I di Savoia infatti, aveva appena fatto erigere un primitivo fortilizio, gettando le basi di quel che, nel mwmwXV secolo, diventerà il futuro mwnaCastello, posto a mezza collina. Il borgo storico si sviluppò rapidamente verso gli inizi del mwnqXIV secolo.

Nel 1458, in viaggio per la mwnwGermania, vi morì qui di peste mwoaBernardo di Baden Baden, un principe tedesco che, in seguito ad alcuni miracoli, venne beatificato e divenne patrono della città
Fino al mwogXVI secolo Moncalieri controllava un vasto territorio, tra cui gli attuali quartieri torinesi di mwowLingotto-mwpaNizza-Millefonti, quindi gli odierni comuni di mwpqNichelino (fino a mwpgStupinigi) e di mwpwLa Loggia. Moncalieri ospitava inoltre molti ordini religiosi, fra i quali i mwqatemplari appunto, i frati dell'Ordine carmelitano e i frati cappuccini, nonché i frati minori di San Francesco, gli umiliati di San Giacomo ed i canonici di Santa Maria della Scala. Parimenti il Castello, acquistò un prestigio politico, come prima dimora della mwqqDuchessa Jolanda (moglie di mwqgAmedeo IX di Savoia) che, nel 1475, firmò qui un trattato politico con mwqwCarlo I di Borgogna, detto "il Temerario" e mwraGaleazzo Sforza.
Negli anni successivi, la città conobbe un notevole sviluppo grazie al facile accesso al mwrgPo, di cui controllava il ponte strategico, e alla difendibilità, in quanto posta sulla collina. In particolare, Moncalieri risultò strategica contro le offensive della vicina mwrwContea di Asti, che perdurarono almeno fin all'inizio del mwsaXVI secolo. Protetto dai mwsqSavoia, grazie al mwsgCastello, lungo il mwswXVII secolo Moncalieri si fregiò del titolo di città. mwtaCarlo Emanuele I, in occasione del matrimonio del figlio mwtqVittorio Amedeo I (1619), decise come luogo di nozze proprio Moncaliericite-ref-7[7]. Il mwugcastello di Moncalieri ospitava vari membri della casa reale per tutto il periodo estivo, uno per tutti il duca mwuwVittorio Amedeo II, che ivi morì nel 1732. Nella città poi, ebbero luogo importanti episodi del mwvaRisorgimento italiano, quali, ad esempio, la tradizionale educazione dei rampolli reali attraverso l'istituzione del Real Collegio Carlo Alberto, e l'enunciazione del famoso mwvqProclama, suddiviso in un primo proclama del 3 luglio 1849, in cui il Re scioglie la Real mwvgCamera dei deputati, e un secondo proclama, più importante, del 20 novembre 1849, insieme all'allora consigliere mwvwMassimo d'Azeglio, per il quale viene ricostituito il governo.

Anni recenti

Negli ultimi tre secoli circa, Moncalieri ebbe un discreto successo nel mercato della mwwgmacellazione di carni bovine piemontesi, istituendo la tradizionale fiera del bue grasso, e un Foro boario presso l'attuale zona sotto il viadotto autostradale. Tuttavia, il mercato del bestiame fu chiuso agli inizi degli mwwwanni novanta, ma la zona continuò a chiamarsi "Piazza Mercato del Bestiame" o più semplicemente "Borgo Mercato".
Parimenti, a partire dal mwxqXIX secolo, si svilupparono varie industrie, come la storica fonderia Limone, in particolare nei settori della prototipizzazione dell'auto, del mwxgdesign industriale, dell'editoria e della grafica. A tale sviluppo, si affiancò la bachicoltura e il tessile, oltre che mantenere viva l'orticultura delle specialità tipiche moncalieresi del cavolo-piramide e il cavolo-crisantemo. Lungo il mwxwXX secolo, tutto il territorio di Moncalieri si arricchì di parecchie zone residenziali, soprattutto in alta collina, presso la rinomata frazione mwyaRevigliasco.
Con la mwygcrisi economica degli inizi del mwywXXI secolo, le storiche fabbriche moncalieresi furono parzialmente dismesse. A tal proposito, oltre l'area lungo strada Carignano, rimane ancora attiva economicamente la distaccata zona industriale-commerciale di via Postiglione, situata più a sud, ai confini con mwzaTrofarello.

Simboli

Lo stemma, già in uso dal 1619cite-ref-8[8] è stato ufficialmente riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 7 ottobre 1930.cite-ref-9[9]cite-ref-acs-10-0[10] Viene descritto all'articolo 2 dello statuto comunale nel seguente modo:

«

Scudo

di rosso alla croce d'argento, con

bordura

oro e azzurro, sormontato dal monogramma “M” in rosso - alla base due fronde simmetriche (quercia - alloro) annodate con nastro rosso. Lo scudo è inoltre sormontato da una

corona

marchionale

, sostenuta da due leoni nascenti in nero

linguati

in rosso.»

La descrizione del gonfalone, anch'essa presente all'articolo 2 dello statuto comunale, è la seguente:

«Drappo di bianco riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata in oro:

Città di Moncalieri

. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto del colore del drappo con burlette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolori dai colori nazionali frangiati d'oro.»

Il gonfalone è stato concesso con mw5wdecreto del Presidente della Repubblica del 18 marzo 1971.cite-ref-acs-10-1[10]

Monumenti e luoghi d'interesse

Castello di Moncalieri

È il più noto edificio di Moncalieri, spiccando in alto a mezza collina, da sempre utilizzato come residenza sabauda, a partire già dal XII secolo, più volte abbellito e rinforzato per volere dei mw-gSavoia nel corso dei secoli, i più importanti dal 1710 al 1775 circa, a opera di mw-wBenedetto Alfieri, mw-aFrancesco Martinez, Baijs, Mosso ed il Revelli; mw-qqui, fu scritta un'importante pagina del mw-gRisorgimento italiano, con la firma del Proclama, evento rappresentato anche sulla Porta Navina. Oggi, al suo interno, è presente la Caserma dei mw-wCarabinieri mwaqaAlfredo Serranti. Nella notte tra il 4 e il 5 aprile 2008, un incendio avvolse il torrione sud-est del Castello, perdendo gran parte dell'arredo originario; cinque le stanze distrutte, tra fuoco e l'acqua usato per lo spegnimento. L'originale del mwaqeProclama di Moncalieri del 1849 si salvò, essendo conservato all'Archivio di Stato. L'ala distrutta fu ricostruita nel periodo 2010-2011.

La maggior parte dei siti di interesse storico-culturale di Moncalieri sono concentrati presso il borgo antico, arroccato a mezza collina e sviluppatosi attorno alla centralissima e pedonale piazzetta Vittorio Emanuele II (già Piazza Maggiore).
La piazzetta offre l'accesso settentrionale al mwaqqPalazzo Comunale, opera dell'architetto Enrico Mottura del 1888, edificato sul già preesistente palazzo del 1778, proprietà dei nobili astigiani Duc - o Ducco -cite-ref-11[11], progettato da Pietro Mosso d'Andorno, quando fu posta davanti anche l'attuale statua, detta mwaqkSaturnio e raffigurante il dio pagano mwaqoNettuno, posta sull'antico pozzo pubblico. Circa vent'anni dopo (1778), proprio qui verrà giustiziato lo storico letterato moncalierese mwaqsCarlo Tenivelli.

La Piazzetta ospita anche altri eleganti porticati dei nobili palazzi dei Duc, dei Grana, dei Vassallo da mwaq0Dogliani] e dei Provana, donandole un suggestivo aspetto medievale.

Collegiata S. Maria della Scala

Situata a nord-est della Piazzetta Vittorio Emanuele II, di fianco al Palazzo Comunale, la facciata fu costruita in stile mwaregotico all'inizio del mwariXIV secolo, e dedicata alla Maria Vergine. Dal 1458 conserva le spoglie del patrono, il beato mwarmBernardo di Baden Baden. La chiesa fu poi rimaneggiata nel mwarqXIX secolo, con l'aggiunta del rosone e della balaustra. Numerose le opere al suo interno, come il gruppo statuario in terracotta del Compianto sul Cristo morto, gli stalli del coro (G. Riva, 1749), la mwaruVita della Vergine (Milocco), mwaryl'Assunzione (Beaumont e Molinari, 1766), mwarcMadonna con bambino e santi (mwargMoncalvo, 1615), quindi una pregiata statua della mwarkmwaroPrincipessa Clotilde di Savoia in preghiera, che qui morì nel 1911 (opera di mwarsPietro Canonica, 1912).

Nel mwar0XX secolo, la Collegiata comprese anche la Chiesa di Sant'Egidio, situata più a valle verso Borgo Navile, in Via Colombo angolo via Aporti, di epoca mwar4barocca (di cui rimane il campanile originario) e rimaneggiata nel mwar8XVIII secolo, dedicata al patrono precedente di Moncalieri, mwasaSant'Egidio abate.

Chiesa di San Francesco

Dal lato opposto a Santa Maria della Scala, sul versante sud-orientale della Piazzetta Vittorio Emanuele II, si erge l'austera facciata della Chiesa di San Francesco, opera di mwascFilippo Castelli, di scuola mwasgjuvarriana del 1787, in tardo mwaskbarocco e rivestita in cotto. Contiene al suo interno dipinti del pittore moncalierese mwasoTommaso Juglaris e una mwassDeposizione di Domenico Molinati. L'attuale chiesa, sostituisce quella mwaswgotica precedente, in forte degrado e abbattuta nel mwas0XVIII secolo, la cui architettura viene ricordata con la forma appuntita del campanile retrostante stesso, che svetta a un'altezza di 50 metricite-ref-12[12].

Real Collegio Carlo Alberto

Il retro orientale della suddetta Chiesa di San Francesco si collega, con un sovrappasso ad arco, sopra la strettissima via del Real Collegio, che dà a sua volta accesso alla omonima struttura educativa voluta dal Re mwatqCarlo Alberto di Savoia nel 1840, e gestita dai mwatuchierici barnabiti. La primitiva struttura era un convento dei frati cappuccini del mwatyXII secolo, ampliata poi agli inizi del mwatcXVIII secolo. Gli interventi maggiori della attuale struttura tuttavia, furono terminati soltanto nel 1858, per opera di Pio Domenico Taccone, con l'ampliamento fino a Via Colombo. Oltre allo storico osservatorio meteorologico già citato, l'edificio oggi ospita la biblioteca storica, un museo di storia naturale, una collezione archeologica (che si deve in gran parte a mwatgLuigi Bruzza), una collezione di strumenti scientifici, una pinacoteca e delle aree didattiche post-universitarie di economia.

Chiesa del Gesù

Si trova sempre sulla via del Real Collegio, angolo via Carlo Alberto. Il nome intero è "Confraternita del Santissimo Nome di Gesù", fatta edificare nel 1619, in stile mwatsbarocco. La facciata presenta due nicchie vuote, anticamente ospitate dalle statue di San Rocco e San Silvestro, poi andate in rovina. Al suo interno, dipinte e affreschi del Milocco, del Bianchi e del Beaumont.

Porta Navina (o Arco di Borgo Navile)

È il monumento storico più importante di Moncalieri dopo il Castello. Anticamente, questo ingresso fu chiamato mwat4Navina o mwat8Navile poiché da qui partivano le imbarcazioni per attraversare il mwauaPo. Dal porticciolo, si accedeva alla rudimentale porta medioevale (originariamente detta mwaueMediolanensis), dove si accedeva al versante occidentale del borgo antico. Gli altri varchi di accesso, oggi inesistenti, erano chiamati mwauiRivigliasca (verso la collina), mwaumTaurinensis (attuale mwauqBorgo San Pietro) e mwauuPiacentina (Santa Croce). La prima struttura ad arco di Porta Navina risale al mwauyXVI secolo, poi più volte rimaneggiata, fino agli interventi mwaucbarocchi eseguiti da architetti di scuola mwaugcastellamontiana, avvenuti nel 1619, in occasione delle nozze di mwaukVittorio Amedeo I di Savoia con mwauoMadama Cristina di Francia. La Porta fu ulteriormente modificata e arricchita lungo il mwausXIX secolo. Pregiato risulta il bassorilievo bronzeo di Amateis (1882), che rappresenta re mwauwVittorio Emanuele II di Savoia che consegna il mwau0Proclama a mwau4Massimo d'Azeglio.

Altre chiese e edifici storici

• Carmelo San Giuseppe, struttura conventuale voluta nel 1703 dalla Beata mwaviMaria degli Angeli Fontanella, moglie di un discendente dei mwavmTana, cugini di San Luigi Gonzaga (1591). Sia la chiesa che il convento infatti, sono tuttora in gestione delle mwavqmonache carmelitane scalze.
• Santa Croce, chiesa che s'incontra giungendo da Borgata mwavyTestona salendo il viale di Porta Piacentina, edificio risalente al mwavcXVI secolo gestito dai Cavalieri Gerosolimitani, che diedero il nome alla Confraternita di Santa Croce e quindi il nome di questa zona, dove sorse l'omonimo ospedale nel mwavgXX secolo.
• Santissima Trinità, che sorge nella decentrata mwavoBorgata Palera, situata molto più a sud (nome che voleva indicare una lunga mwavspalizzata fatta costruire per difendersi dalle esondazioni del mwavwPo). La chiesa fu ideata da don Giuseppe Canonica, geometra che, agli inizi del mwav0XX secolo, chiese l'intervento del noto architetto mwav4Giuseppe Gallo, per realizzare l'attuale splendida facciata mwav8neogotica.
• Santa Maria di Borgata mwaweTestona, di origine molto antica, voluta nel mwawi1030 dal mwawmvescovo Landolfo, in stile mwawqromanico, è legata all'Cavour. Poco distante, il Castelvecchio, fortezza edificata nello stesso periodo, poi rinforzata nel mwawyXV secolo, dai chiari lineamenti medievali.

• Castello di mwawoRevigliasco, antica frazione collinare indipendente da Moncalieri fino al 1928, risale all'mwawsXI secolo e più volte rimaneggiato, situato in via Beria, nome degli ultimi Conti proprietari della struttura fino al 1950. Ad esso, è annessa la Chiesa di San Martino di stile mwawwbarocco fiorentino e risalente al 1620.

• mwaxaCastello de La Rotta, in località omonima, sotto la frazione meridionale di mwaxeTetti Sapini, ovvero quasi ai confini con mwaxiVillastellone, importante non tanto per il valore architettonico, quanto per le storiche leggende sulla presunta presenza di mwaxmfantasmicite-ref-13[13].
• mwaxkAbbazia di Santa Maria di Carpice edificio ex-monastico sito in strada Carpice 10.

mwaxsLe ville:
La zona collinare moncalierese, grazie all’esposizione verso sud ed al clima favorevole alla coltivazione soprattutto di vigneti, fu un importante luogo di villeggiatura per la nobiltà e per l’alta borghesia piemontese fin dal seicento quanto le vecchie cascine contadine divennero vere e proprie tenute con annesse ville di importante valore storico e artistico.

• villa Barolo mwax8Silvio Pellico: illustre villa fatta costruire dalla famiglia Falletti di Barolo in tipico barocco piemontese. È famosa per aver ospitato il poeta Silvio Pellico e per avere un magnifico giardino progettato dall’architetto mwayaRussell Page. Divenuta proprietà della famiglia Nasi, passò agli Ajmone Marsan fino a quando venne venduta.
• villa la Cardinala: costruita nel 600’ su di un altopiano sopra la frazione di Testona, si tratta di una delle ultime opere di Bernardo Vittone.
• villa Major: imponente villa della collina moncalierese. La villa oggi è annessa ad un edificio religioso costruito negli anni sessanta
• villa Treves-Cravotto detta “la Ronsaglia” è un’elegante villa fatta costruire dalla famiglia Rossetti proprietaria della Fabbrica della Majolica torinese. Venne progettata e costruita nel '70 in stile barocco con una chiara influenza juvarriana. Venduta alla famiglia Ceppi, passò poi ai Dumontel e Sambuy fino quando nel 1930 venne acquistata dai banchieri Treves
• villa Mirafiori: la villa venne donata da mwayyVittorio Emanuele II alla sua famosa amante mwaycRosa Vercellana conosciuta come Bela Rosin, poi divenuta contessa di Mirafiori e di Fontanafredda. La villa era strategica per il sovrano perché era attaccata alla sua residenza il mwaygCastello di Moncalieri quindi facile da raggiungere. Una leggenda dice inoltre che per non farsi vedere dalla Regina e dalla corte, Rosa passava da un passaggio ancora oggi visibile che separa Villa Treves da Villa Mirafiori.
• villa Dellachà: ex convento dei Cappuccini, l'edificio fu acquistato verso il 1870 dall'industriale e filantropo Ambrogio Dellachà, che ne fece una sontuosa villa sopra la sua imponente fabbrica di fiammiferi. Rimase proprietà della famiglia Della Chà sino al 1987.
• villa Martini di Cigala
• villa Denina Voli
• villa Boggio Sella

Società

Evoluzione demografica

Dal 1936 al 1981 la popolazione è mwazapiù che triplicata, per poi scendere del 12,5mwaze % nei quaranta anni successivi. La città fa parte dell'agglomerato urbano di Torino.

Abitanti censiticite-ref-14[14]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 sono presenti 5.583 stranieri, pari al 9,96% dei residenti.cite-ref-15[15]

Cultura

Manifestazioni

• a ottobre si ricorda la mwaaeFera dij subjet, la festa dei fischietti, istituita nel mwaai1286 da mwaamAmedeo V di Savoia per il suo popolo, che doveva acclamarlo attraverso dei fischietti. Durante il mwaaqMedioevo fu addirittura regolarizzata l'esenzione temporanea delle gabelle durante i festeggiamenti, compreso l'antico pedaggio per il passaggio sul ponte del mwaauPo
• ogni prima domenica del mese, nel borgo antico e Navile, ha sede il mercatino di antiquariato all'apertocite-ref-16[16]
• negli ultimi anni, sempre in borgo antico, avvengono varie fiere e manifestazioni musicali all'aperto, una per tutte il mwaawJazz Festival di novembrecite-ref-17[17]

Biblioteche

• mwabqBiblioteca civica Antonio Arduino, soggetto capofila del progetto SBAM (sistema interbibliotecario area metropolitana), con obiettivo di creare rapporti di scambio tra le biblioteche dell'area metropolitana torinese per dar vita a un'unica grande biblioteca. Fondata nel 1914 dalla maestra Erminia Arduino e dal 1995 situata nell'ex fabbrica di fiammiferi SAFFAcite-ref-18[18], possiede oggi un patrimonio di 14300 fra volumi ed opuscoli.cite-ref-19[19]
• Biblioteca Civica di Revigliasco Torinese
• Biblioteca del Real Collegio Carlo Alberto, fondata nel 1840.
• Biblioteca Europea di Cultura "Victor Del Litto" di storia della civiltà comparata e cultura del viaggio, fondata nel 1979.cite-ref-20[20]

Ricerca

• C.I.R.V.I. (Centro Interuniversitario di Ricerche sul Viaggio in Italia)

Scuole

Sul territorio sono presenti numerose scuole dell'infanzia, istituti privati e scuole medie inferiori come "Pirandello, Canonica, Costa". Presso la scuola media Pirandello è presente da anni un CTP (Centro Territoriale Permanente per l'Istruzione e la Formazione degli Adulti). Esistono inoltre tre scuole medie superiori pubbliche: Istituto Tecnico Industriale "Pininfarina", il Liceo Scientifico "Majorana", l'Istituto Commerciale "Marro".Nel 2003 Marro e Majorana si sono uniti nell'I.I.S. Majorana. Da ricordare anche l'importante ruolo che svolge l'UNITRE, l'Università della Terza Età.

Musei

• Museo dij Subièt, che raccoglie circa 1500 fischietticite-ref-21[21]

Teatri

• Teatro Matteotti, gestito dal comune
• Teatro Fonderie Limone, gestito dal Teatro Stabile di Torino

Curiosità

• Moncalieri viene citata nella canzone mwad4L'operaio della FIAT «la 1100» dal cantautore calabrese mwad8Rino Gaetano, contenuta nel suo primo album mwaeaIngresso libero del 1974
• La città è anche oggetto della canzone popolare torinese mwaei"Spunta il sol" (conosciuta anche come "mwaemLa luna 'd Moncalè")
• In Strada Santa Brigida, all'incrocio di tre strade, esiste un mwaeumasso erratico denominato mwaey"Roc di Santa Brigida" che la credenza popolare ritiene essere una pietra di fecondità per le donne che non riescono ad avere figli: una targa turistica sul posto spiega l'origine della leggendacite-ref-22[22]
• Un vecchio detto popolare recita: mwaew"Da Türìn a Muncalé la ligera la và a pé" (Da Torino a Moncalieri il vagabondo va a piedi) per indicare la vicinanza della città al capoluogo piemontese

Economia

A Moncalieri sono collocate due centrali elettriche gestite da mwafyIREN Energia: una mwafcidroelettrica e l'altra termoelettrica, quest'ultima dotata di un impianto di cogenerazione che, oltre a produrre elettricità, fornisce calore alla rete di mwafgteleriscaldamento dell'mwafkarea metropolitana torinese.cite-ref-23[23]

La città continua la sua vocazione industriale, in particolare nei settori della prototipizzazione dell'auto, del design industriale, dell'editoria e della grafica. Da ricordare infatti la presenza dell'mwaf8Italdesign, dove opera un "designer" di auto di fama internazionale, mwagaGiorgetto Giugiaro. Mantiene anche fiorenti la floricoltura e l'orticoltura: il cavolo a forma di piramide ed il crisantemo sono ancora oggi le specialità locali.

Inoltre l'arte culinaria riconosce a Moncalieri l'eccellenza della trippa di bovino, per la quale è nata una confraternita. La si può assaggiare a novembre, quando viene cucinata in grandi quantità nella piazza centrale della città, in occasione della mwagmFera dij Subiet (Fiera dei fischietti).

Infrastrutture e trasporti

Strade

La città è servita dalla mwagcTangenziale Sud di Torino attraverso tre svincoli:

• mwagoSS20 - mwagsLa Loggia
• mwag0Torino Sud - Corso Unità d'Italia - mwag4Lingotto Fiere - Moncalieri
• mwahaA6 mwaheTorino-mwahiSavona

La città è servita inoltre dalla diramazione di Moncalieri della tangenziale Sud con le seguenti uscite:

• mwahyVillastellone - Corso Savona - Centro Contabile Intesa-Sanpaolo - Centro Commerciale
• Corso Trieste

Ferrovie e tranvie

Moncalieri è servita da due stazioni ferroviarie:

• la mwahwstazione di Moncalieri, posta sul tratto delle linee mwah0Torino-Genova e mwah4Torino-Savona;
• la mwaiastazione di Moncalieri Sangone, posta sulla linea mwaieTorino-Pinerolo.

Fino agli anni '60 era attiva anche la mwaimstazione di Testona, poi smantellata.

Moncalieri fu servita da due linee tranviarie:

• mwaicTorino-Moncalieri-Poirino (1875-1949);
• mwaikTorino-Saluzzo (1881-1950).

Mobilità urbana

Moncalieri è il comune della cintura maggiormente servito dalle linee del mwaiwGTT. Nel suo territorio penetrano infatti undici linee autobus, delle quali la più importante è la 67 che collega la cittadina al centro di Torino.

In aggiunta alle linee autobus Moncalieri è servita dalle linee 1, 4, 6 e 7 del mwai4Servizio ferroviario metropolitano di Torino, che transitano dalla principale stazione, situata nel centro cittadino. La stazione mwai8Sangone, nei pressi del confine comunale con mwajaNichelino, è invece servita dalla linea 2 del SFM che la collega a mwajePinerolo e al centro di Torino.

Nei progetti iniziali Moncalieri doveva essere raggiunta dalla linea 1 della mwajmmetro automatica di Torino, ma nei fatti, in caso di una ipotetica estensione verso sud della linea dopo mwajqPiazza Bengasi, probabilmente essa sarà verso il comune di mwajuNichelino, molto meno servito dalle linee di superficie.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1946 | 1960 | Mario Becchis | DC | Sindaco | |
| 1960 | 1965 | Guido Scaglione | DC | Sindaco | |
| 1965 | 1965 | Edoardo Calleri di Sala | DC | Sindaco | |
| 1965 | 1975 | Giuseppe Riva | DC | Sindaco | |
| 1975 | 1980 | Guido Piga | PSI | Sindaco | |
| 1980 | 1990 | Francesco Fiumara | PSI | Sindaco | |
| 1990 | 1991 | Rosario Simonetta | PSI | Sindaco | |
| 1991 | 1993 | Vincenzo Quattrocchi | PSI | Sindaco | |
| 1993 | 1993 | Cesare Gastaldi | PLI | Sindaco | [ 24 ] |

Di seguito l'elenco dei sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal mwaku1993):

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 7 dicembre 1993 | 28 maggio 2002 | Carlo Novarino | PDS DS | Sindaco | [ 25 ] |
| 28 maggio 2002 | 29 maggio 2007 | Lorenzo Bonardi | DL | Sindaco | [ 26 ] |
| 29 maggio 2007 | 1º luglio 2009 | Angelo Ferrero | PD | Sindaco | [ 27 ] |
| 1º luglio 2009 | 13 aprile 2010 | Enrico Ricci | | Commissario | |
| 13 aprile 2010 | 1º giugno 2015 | Roberta Meo | PD | Sindaco | [ 28 ] |
| 1º giugno 2015 | in carica | Paolo Montagna | PD | Sindaco | |

Gemellaggi

Moncalieri è gemellata con:

• mwalwBaden Baden
• mwal8Argiropoulos

Sport

Pallacanestro

Lo sport che più dà soddisfazioni ai Moncalieresi è la mwammpallacanestro. La Pallacanestro Moncalieri, attiva sul territorio sin dal 1973, si è fusa nel 2009 con la Libertas San Mauro dando vita alla mwamqPallacanestro Moncalieri San Mauro abbreviato in PMS Basketball. Per dare risalto alla nuova società le partite casalinghe si sono spostate al mwamuPalaRuffini di Torino, modificando anche la denominazione due anni dopo in PMS Torino, mentre a Moncalieri hanno continuato a svolgere le proprie attività le squadre giovanili della PMS Basketball e la squadra femminile della PMS, la mwamyLibertas Moncalieri.

Nel 2012 viene inaugurato il mwamgPalaEinaudi in via Einaudi 44 frutto dell'ampliamento della struttura già esistente.

Dal 2014 gioca al PalaEinaudi anche la mwamomwamsPallacanestro Torino compagine femminile acquisita dalla PMS e militante nella prima categoria nazionale.

Calcio

La principale squadra di calcio della città è l'mwam4A.S.D. Moncalieri Calcio che ha conosciuto un buon periodo nel recente passato arrivando a militare in Serie C2 nella stagione 2000/2001. Tanto che lo storico impianto sportivo ubicato nella frazione di Testona, sembrava non essere più adeguato alle esigenze di una serie già importante, per questo ha avuto una serie di interventi di riqualificazione. Attualmente milita nel girone G mwam8piemontese e valdostano di mwana2ª Categoria.

L'altra squadra di calcio della città è l'A.P.D. Filadelfia Moncalieri Calcio che milita nel girone I di mwani2ª Categoria. Nel 2017 un'altra squadra di calcio, lo Sporting Club San Pietro, viene fondata e attualmente milita nella prima categoria piemontese. Per quanto riguarda il calcio femminile esiste la società mwanmA.S.D. Filadelfia Moncalieri Calcio Femminile che milita nel campionato di mwanqSerie D e ha come colori sociali il rosso ed il giallo.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwan0mwan4mwan8Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaoademo.istat.it, mwaoeISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaoumwaoymwaocClassificazione sismica (mwaogmwaokXLS), su mwaoorischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwao4mwao8mwapaTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwapemwapiPDF), in mwapmciterefmwapqLeggemwapu mwapy26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwapcAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwapg 151. mwapkURL consultato il 25 aprile 2012 mwapo(archiviato dall'mwapsurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-43. mwap8mwaqacomune.moncalieri.to.it, mwaqehttps://www.comune.moncalieri.to.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6403mwaqi Titolo mancante per url mwaqmurl (aiuto).
cite-note-55. mwaqkmwaqomwaqsCopia archiviata, su mwaqwporter.it. mwaq0URL consultato il 18 luglio 2016 mwaq4(archiviato dall'mwaq8url originale il 2 luglio 2007).
cite-note-66. mwarmmwarqmwaruCopia archiviata (mwarymwarcPDF), su mwargmannieditori.it. mwarkURL consultato il 27 gennaio 2020 mwaro(archiviato dall'mwarsurl originale il 27 gennaio 2020).
cite-note-77. mwar8Moncalieri – territorio e arte, pag. 24
cite-note-88. Lo stemma di Moncalieri è presente nel decreto del 1619 di Carlo Emanuele I che da a Moncalieri il titolo di città. mwasmMoncalieri – territorio e arte, p. 24.
cite-note-99. mwascmwasgmwaskBozzetto dello stemma del Comune di Moncalieri, su mwasoACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. mwassURL consultato il 6 ottobre 2024.
cite-note-acs-1010. mwatemwatimwatmMoncalieri, su mwatqArchivio Centrale dello Stato.
cite-note-1111. mwatgmwatkmwatoCopia archiviata, su mwatscascinaduc.it. mwatwURL consultato il 20 luglio 2016 mwat0(archiviato dall'mwat4url originale il 22 agosto 2016).
cite-note-1212. mwauimwaummwauqMappa di Moncalieri / Cartografia Aggiornata di Moncalieri, su mwauuwww.geoplan.it. mwauyURL consultato il 25 ottobre 2023.
cite-note-1313. mwauomwauscicap.org, mwauwhttp://www.cicap.org/piemonte/cicap.php?section=indagini_in&content=castello_rottamwau0 Titolo mancante per url mwau4url (aiuto).
cite-note-1414. Dati tratti da: mwavqmwavumwavymwavcmwavgPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwavkmwavoPDF), su mwavsebiblio.istat.it, mwavwISTAT. mwav0mwav4mwav8mwawaPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaweesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1515. mwawymwawcdemo.istat.it, mwawghttps://demo.istat.it/app/?i=P03&l=itmwawk Titolo mancante per url mwawourl (aiuto).
cite-note-1616. mwaxamwaxetorinotoday.it, mwaxihttp://www.torinotoday.it/eventi/mercatino-antiquariato-a-moncalieri-2-agosto-2015.htmlmwaxm Titolo mancante per url mwaxqurl (aiuto).
cite-note-1717. mwaxomwaxsmwaxwCopia archiviata, su mwax0moncalierijazz.com. mwax4URL consultato il 19 luglio 2016 mwax8(archiviato dall'mwayaurl originale il 28 maggio 2016).
cite-note-1818. mwayqmwayuGuida alle Biblioteche dell'Area Metropolitana Torinese, Regione Piemonte.
cite-note-1919. mwaykmwayomwaysSito Ufficiale Anagrafe delle Biblioteche Italiane (ABI) - Risultati ricerca, su mwaywanagrafe.iccu.sbn.it.
cite-note-2020. mwazamwazemwaziSito Ufficiale Anagrafe delle Biblioteche Italiane (ABI) - Risultati ricerca, su mwazmanagrafe.iccu.sbn.it.
cite-note-2121. mwazcmwazgmwazkMuseo dij Subiet, su mwazocomune.moncalieri.to.it, mwazscomune.momcalieri.it. mwazwURL consultato il 9 settembre 2014.
cite-note-2222. mwa0amwa0eexploring3.wordpress.com, mwa0ihttps://exploring3.wordpress.com/2009/10/29/roc-di-santa-brigida/mwa0m Titolo mancante per url mwa0qurl (aiuto).
cite-note-2323. mwa0oTorino: Centrale di Moncalieri, sito di IREN Energia mwa0swww.irenenergia.it mwa0wArchiviatomwa00 il 2 ottobre 2012 in mwa04Internet Archivemwa08. (consultato nel maggio 2012)
cite-note-244. Ultimo sindaco eletto dal consiglio comunale.
cite-note-255. mwa1cmwa1gmwa1k::: Ministero dell'Internomwa1o ::: Archivio Storico delle Elezioni - Comunali del 16 novembre 1997, su mwa1selezionistorico.interno.gov.it.
cite-note-266. mwa18mwa2amwa2e::: Ministero dell'Internomwa2i ::: Archivio Storico delle Elezioni - Comunali del 26 maggio 2002, su mwa2melezionistorico.interno.gov.it.
cite-note-277. mwa2cmwa2gmwa2k::: Ministero dell'Internomwa2o ::: Archivio Storico delle Elezioni - Comunali del 27 maggio 2007, su mwa2selezionistorico.interno.gov.it.
cite-note-288. mwa28mwa3amwa3e::: Ministero dell'Internomwa3i ::: Archivio Storico delle Elezioni - Comunali del 28 marzo 2010, su mwa3melezionistorico.interno.gov.it.

Bibliografia

• A cura di Micaela Davico Viglino e Gian Giorgio Massara, mwa3cMoncalierimwa3g – territorio e arte: dal medioevo al XX secolo, pag. 216, Famija moncalereisa, Moncalieri, 2000.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Moncalieri
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Moncalieri

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.moncalieri.to.it.
• citerefsapere-itMoncalièri, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Moncalieri, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwa40Le Alpi viste da Moncalieri, su fhtino.it. URL consultato il 5 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2014).
• mwa48Osservatorio meteorologico di Moncalieri, su nimbus.it.